Recensioni e letture consigliate:
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MALEDETTA CHERNOBYL! La vera storia del nucleare in Italia
di Francesco Corbellini, Franco Velonà
Brioschi, Milano, 2008, pag.173, € 16
L’incidente nella centrale di Chernobyl (primavera 1986) ebbe ripercussioni immediate sull’opinione pubblica italiana, con effetti, però, di lunghissima durata. Ancora oggi dobbiamo fare i conti con le scelte effettuate al tempo e a causa di quel gravissimo incidente. Ma se tutti ricordano Chernobyl e le conseguenze per la politica energetica italiana, non tutti conoscono e ricordano persone, retroscena, strumentalizzazioni, condizionamenti che in quella storia hanno avuto un ruolo.
Francesco Corbellini, già Presidente dell'Enel, e Franco Velonà, allora Direttore per la realizzazione delle centrali nucleari, in questo libro ricostruiscono con efficacia quegli avvenimenti, il contesto politico e industriale, le scelte fatte, le reazioni suscitate.
Torna così in primo piano un periodo storico che vide al lavoro persone e competenze di enorme valore; ma emergono anche strumentalizzazioni e condizionamenti che in quelle vicende hanno avuto un ruolo non secondario. Una storia che è emblematica per valutare le decisioni prese, ma anche per indicare le soluzioni opportune per superare una crisi energetica sempre più attuale e preoccupante. |
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STRANO MERCATO QUELLO ELETTRICO. Storia, limiti ed opportunità della liberalizzazione del settore elettrico in Italia
di Giovan Battista Zorzoli
Barbera, Siena 2008, pag. 273, € 14,00
Sintetica ed esauriente ricostruzione della storia del settore elettico in Italia, a distanza di quasi due anni (luglio 2007) dall’ultimo atto del processo di liberalizzazione, che ha dato anche alle famiglie italiane la possibilità di cambiare il proprio fornitore di energia elettrica. Un sistema nel quale oggi ci sono consumatori elettrici, non più utenti – dunque - ma clienti, che hanno la facoltà di scegliere prodotti diversi e differenti fornitori.
Molte sono però le questioni che rimangono tuttora aperte. Come, ad esempio la reale competitività espressa dal mercato elettrico, od anche i rischi presenti nel nostro sistema di approvvigionamento, connessi alla particolarità del mix energetico italiano.
Zorzoli, oltre a ripercorrere tutta la storia del settore elettrico italiano descrivendo i diversi passaggi che hanno contraddistinto il processo di liberalizzazione, analizza l’evoluzione in atto nell’ambito degli stessi meccanismi normativi. Un utile contributo alla comprensione della questione energetica italiana con l’intento di mettere a fuoco le opportunità del nuovo mercato liberalizzato. |
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Non sprecare
di Antonio Galdo
Einaudi, Torino 2008, pag. 200, € 16
Sembra fuori moda oggi parlare di sobrietà. Ogni giorno nelle società opulente si vive sprecando una gran quantità di risorse naturali e beni materiali. Siamo tutti spreconi e per i motivi più svariati: abitudine, indifferenza, distrazione. Alla base spesso c’è un atteggiamento mentale, uno stile di vita. Tutto ciò, però, determina pesanti e concrete conseguenze, sia per la società sia per l’ambiente.
La lotta contro gli sprechi, dunque, deve ripartire affidandosi allo sforzo e alla buona volontà dei singoli individui che consapevolmente decidono di fare attenzione alle risorse che utilizzano. «Per scrivere questo libro - spiega l’autore - ho incontrato padri e figli, monaci e scienziati, uomini di fede e non credenti, mercanti e servitori dello stato, geni dell'arte e visionari del volontariato a mille dimensioni, capi di piccole comunità ed eredi di grandi imperi economici. Ho cercato di scoprire, dentro ciascuno di loro, il seme di una resistenza a ciò che sembra ineluttabile. Sono andato a vedere che cosa accade in tanti regni geografici del benessere, in Europa, in America, in Cina. E mi sono convinto che la battaglia contro lo spreco è tutta da combattere, anche con gioia, perché è una straordinaria avventura verso un nuovo stile di vita». |
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CITTA' ED ENERGIA
di Paolo De Pascali
Franco Angeli, Milano 2008, pagg. 360, € 28
La situazione internazionale concentra l’attenzione sui prezzi delle fonti energetiche, sul possibile impatto ambientale, sulle strategie da adottare, sul ruolo della speculazione, su quello dei Paesi produttori e di quelli emergenti. E su molte altre cose. Facendo tuttavia passare in secondo piano molti aspetti legati ai consumi di energia. E in particolare l’attenzione verso le città, intese come luogo ove si concentra la convivenza e la socializzazione, nonché il 50 - 70% dei consumi energetici.
È questo l’oggetto del libro di De Pascali. Che propone un esame dei principali elementi del rapporto energia/città, in particolare per quanto riguarda le relazioni tra consumo di energia e organizzazione fisica e funzionale degli insediamenti urbani.
Il testo scorre tra il racconto e lo studio, descrivendo le relazioni tra l’organizzazione fisica e quella funzionale degli insediamenti, tra le mode consumistiche e le soluzioni tecnologiche, tra la storia dei mulini a vento e di quelli ad acqua e le moderne microgenerazioni, tra le necessità di definire macrocategorie economiche connesse alla configurazione urbana e le programmazioni e governance locali. Prevalgono le tematiche settoriali dell’edilizia, dei trasporti e dell’urbanistica, ma il ricorso agli andamenti storici e ai dati numerici e statistici fanno di questo libro un opportuno contrappeso alle cronache quotidiane sugli aspetti globali dell’energia. |
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AMBIENTE E SALUTE
di Maria Rizzo Martino
UNI Service, Trento 2008, pagg. 241, € 18,50
Arrivare all'individuazione di un rischio dovuto a cause ambientali è particolarmente difficile e può trascorrere molto tempo tra le segnalazioni scientifiche ed il riconoscimento e l'accettazione dell'effetto sulla salute. Nella fase iniziale, peraltro, a studi che documentano l'evidenza di un effetto se ne contrappongono altri che non confermano la relazione tra esposizione e malattia, con un ritardo nell'introduzione di azioni preventive, spesso anche ostacolate da ragioni economiche.
A ciò si deve aggiungere il fatto che, molto spesso, veniamo influenzati da una distorta percezione, per cui consideriamo come gravi alcuni rischi che effettivamente non lo sono, sottovalutandone altri.
In questo volume l'autrice (medico igienista, dirige il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria di Rossano - CS) fornisce informazioni chiare chiare su alcune delle principali problematiche ambientali, con prevalente intento divulgativo, anche se non mancano aspetti tecnici, sanitari e normativi, che possono essere lo spunto per successivi approfondimenti. Il testo raccoglie apporti teorici, propone riflessioni, analizza atti ufficiali e lavori di autori con esperienze documentate, offre soluzioni, riporta esperienze professionali, affronta argomenti complessi con un linguaggio semplice.
Tra le problematiche prese in esame, oltre all'amianto e all'inquinamento elettromagnetico, che da tempo suscitano reazioni allarmate nell'opinione pubblica, il radon e la radiazione solare, poco considerati nonostante la capacità di provocare danni alla salute. Inoltre si accenna agli eventi climatici conseguenti agli inquinamenti atmosferici, ai rischi conseguenti alle esposizioni all'uranio impoverito, con un capitolo dedicato alla rivisitazione del non risolto problema dei rifiuti radioattivi in Italia. |
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LE ENERGIE DEL FUTURO. Carbone, nucleare o energie verdi?
di Riccardo Varvelli
Etas, Milano 2008, pagg. 204, € 16,50
Nei prossimi anni la supremazia degli idrocarburi come fonti energetiche è destinata a ridursi , ma non a scomparire. L'energia prodotta nel mondo da petrolio e gas passerà dall’attuale 62% a circa il 50% a fine secolo. Meno di oggi, ma ancora molto.
Il restante 50% sarà fornito da fonti alternative, alcune rinnovabili e altre no (energia eolica, solare, biomassa, ma anche nucleare e carbone). Se questo processo di sostituzione è necessario, d'altro canto presenta numerosi problemi: di tipo economico (per esempio l'alto costo di produzione delle energie cosiddette "verdi" o l'impatto della produzione di biomassa sui prezzi agricoli), ma anche di tipo ambientale (ad esempio per i rifiuti nucleari, gli aspetti negativi legati al maggio uso di biomasse eccetera).
Da questo punto di vista il libro di Varvelli è molto interessante, soprattutto nel sottolineare che gli aspetti ambientali sono importanti, ma non determinanti. Non si possono sottovalutare , infatti, fattori quali l’inerzia naturale dei sistemi (dovuta a sua volta alla natura capital-intensive del business energetico), le caratteristiche delle risorse energetiche e la loro convenienza economica (o sua assenza).
È in questo quadro che, ricorda Varvelli, «nei millenni e nei secoli passati c’è stato un movimento pendolare fra energie rinnovabili ed energie non rinnovabili». Questa “banale” osservazione scardina una credenza assai diffusa: l’identificazione tra energie “verdi” e futuro. Certamente vi saranno sviluppi nel campo delle fonti a zero emissioni di carbonio (nucleare compreso). Ma sarebbe ingenuo immaginare che il futuro voglia necessariamente dire tutto e solo rinnovabile; è anzi probabile un’evoluzione dei mix energetici che seguano sì sviluppi ambientali, ma anche sviluppi tecnologici, ad esempio in efficienza, e più ancora di tipo “imprevedibile” (e perciò oggi non pianificabili né incentivabili).
L’obiettivo principale di Varvelli è proprio quello di dare elementi di orientamento in un settore complesso e in evoluzione. Che soprattutto richiede di disinnescare (tramite autonomia intellettuale, cultura e informazione) paure immotivate, per quanto politicamente paganti. L’esperienza passata, conclude Varvelli, consiglia di avere fiducia nell’ingegno umano giustificata dall’esperienza passata. |
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STIAMO FRESCHI. Perché non dobbiamo preoccuparci troppo del riscaldamento globale
di Bjorn Lomborg
Mondadori, Milano 2008, pagg 232, Euro 18
Che ci crediate o no (al riscaldamento globale e ai suoi disastrosi effetti) questo di Lomborg è un libro da non perdere. E non tanto perché si dilunga con abbondanza di dati e autorevoli citazioni a smontare praticamente ogni tesi ecocatastrofista (come lo stesso Lomborg dimostra, infatti, tutte le cifre – e quindi anche le sue - si prestano a letture multiple o parziali), ma perché è a nostro avviso inattaccabile la tesi di fondo del libro.
Il punto di partenza è: ammesso che il global warming sia verità inconfutabile e che sia in gran parte causato dalle emissioni umane, siamo certi che stiamo facendo la cosa migliore per il bene del genere umano (presente e futuro)? Da questa semplice domanda deriva una tesi tanto ovvia ed evidente quanto poco seguita. E cioè che in ogni cosa – ma soprattutto in azioni complesse e costosissime come quelle che si stanno mettendo in campo per far fronte al globl warming – è bene non lasciarsi spingere da slanci emotivi, per quanto encomiabili, ma valutare con attenzione ogni possibile alternativa. Tanto più che – argomenta Lomborg – le azioni finora intraprese (e proposte) sul clima globale non produrranno benefici tangibili.
Lo stiamo facendo? Secondo Lomborg no. Stiamo anzi seguendo le vie più costose e difficili (vedi protocollo di Kyoto, sui cui scarsi effetti concordano ormai anche i suoi più convinti sostenitori) pur avendo a portata di mano soluzioni alternative di sicuro (non controverso) effetto sia dal punto di vista del beneficio per l’umanità, sia dal punto di vista economico.
Da notare che Lomborg non scrive per demolire tesi, ma solo per dimostrare che non tutte le cose sono come sembrano. E non si ferma alle critiche: propone soluzioni alternative, e talmente concrete che davvero ci si chiede come sia possibile che non si stiano perseguendo. Sempre che – ovviamente – lo scopo ultimo che ci stiamo ponendo è davvero quello di fare «non solo qualcosa che ci faccia sentire bene, ma qualcosa che faccia davvero bene». |
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NUOVE VIE DEL VENTO: realtà industriale e sfida continua
di Antonio Gargini, Luciano Pirazzi
Muzzio, Massa Carrara 2008, pagg.384, Euro 29,00
La crescita della tecnologia eolica, registrata sia a livello nazionale che internazionale, ha posto questo settore in una posizione molto interessante nel contesto energetico globale. Non solo per il notevole contributo (attuale e futuro) che potrà dare al contenimento delle emissioni climalteranti, ma anche per le potenzialità che potrà offrire alla crescita industriale e occupazionale.
L'opera di Gargini e Pirazzi offre panoramica generale, davvero completa, su tutto quanto connesso all’uso di energia eolica. Con i pregio di riuscire ad analizzare con chiarezza sia gli aspetti puramente fisici (come il potenziale eolico esistente e la sua variabilità nel tempo), che quelli tecnologici (in termini di stato dell’arte ed evoluzione del settore in ambito terrestre e marino), di natura economica e sociale, fino ad affrontare le tematiche relative agli impatti ambientali.
Oltre al grande eolico, l'unico di cui ormai si occupa l'informazione di massa, è analizzato con attenzione anche lo sviluppo degli aerogeneratori di piccola taglia, in relazione al crescente interesse manifestato dai decisori politici, a livello centrale e regionale, attraverso l’emanazione di leggi (opportunamente messe in risalto nel testo) che dovrebbero favorire e stimolare non solo la produzione di megawatt, ma anche dei più modesti e meno impattanti kilowatt. |
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Cosa sono le nanotecnologie
di Dario Narducci
Sironi, Milano, 2008, pagg.160, Euro 16,00
Se già nel 1959 il premio Nobel per la Fisica Feynman intravedeva la possibilità di trascrivere l’intera Enciclopedia Britannica sulla punta di uno spillo, nel prossimo futuro le nanotecnologie ci sorprenderanno ancor più e nei campi più disparati: computer potentissimi, asfalti in grado di ridurre l’inquinamento, nanoetichette per farmaci che consentono dosaggi personalizzati, applicazioni diffuse nei settori più disparati, tra cui quello energetico e ambientale.
In realtà già oggi - scrive l’autore - sono molteplici le applicazioni delle nanotecnologie entrate a far parte della nostra vita quotidiana. Ma occorre che l’Italia investa in questo ambito maggiori risorse. Nel libro Narducci (professore di Chimica presso il Dipartimento di Scienza dei materiali dell'Università la Bicocca di Milano) non si limita a raccontarne la storia, descrive le prospettive future di queste tecnologie, in grado di manipolare la materia a livello molecolare e atomico, nella scala di 1 milionesimo di metro. «Nei prossimi cinquant’anni – precisa Narducci - le nanotecnologie assomiglieranno più a una scuola pittorica che non a un corso di disegno dal vero; qualcosa che si sente, che si inventa, cui prima di ricevere è necessario dare: intelligenza, entusiasmo, creatività. Un quadro confuso? No, ma certamente variegato e sfaccettato, che può fare selezione tra quanti percepiscono la complessità come disturbo e quanti la avvertono come opportunità. Nel rispetto dei primi, lo dico serenamente, la rivoluzione dell’infinitamente piccolo chiama i secondi». |
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Impieghi dell'energia nucleare
di Enrico Mainardi
Editoriale Delfino, Milano 2008, pagg. 290, € 38
Sottotitolo: una introduzione ai concetti, alle applicazioni, ai sistemi e alla situazione dell'energia nucleare, Il libro è scritto da un esperto del settore (Mainardi è segretario aggiunto dell’AIN – Associazione Nucleare Italiana), convinto fautore della necessità di utilizzare il nucleare per soddisfare la domanda energetica mondiale. Tuttavia è un contributo importante per il dibattito che in Italia si è riacceso sull’opportunità di utilizzare questa fonte di energia: perché è scritto in modo comprensibile anche per i non addetti ai lavori, perché presenta molti dati e pochissime opinioni, e soprattutto perché è la prima opera (per lo meno a nostra conoscenza) che affronta il tema del nucleare davvero in tutti i suoi aspetti. Non solo la pur fondamentale voce della produzione di energia, ma tutti gli aspetti che portano il nucleare a far parte della vita quotidiana di un Paese industrializzato, anche nel caso che non la si utilizzi per produrre elettricità e diversificare le fonti energetiche.
Un eccellente strumento, quindi, per quanti ritengano che per decidere occorra prima conoscere i vantaggi e le problematiche di una tecnologia molto complessa.
La prima parte del libro tratta dei concetti di base della tecnologia nucleare: fisica, radioprotezione, ciclo del combustibile, rifiuti, decommissioning, sicurezza, incidenti verificatisi e possibili.
La seconda parte tratta delle varie applicazioni non energetiche: mediche (radioterapia e radiodiagnostica), industriali (agrobiologiche, ambientali, archeologia, geologia, ricerca eccetera), spaziali, di propulsione navale, militari e altri usi.
La terza parte approfondisce tutti gli aspetti per la produzione elettrica, relativamente sia ai reattori esistenti, sia a quelli di nuova generazione in costruzione e previsti, sia a quelli che si spera saranno disponibili in futuro (IV generazione, reattori veloci, sottocritici, da fusione).
La quarta parte infine tratta della situazione energetica e nucleare in Italia e nel mondo. |
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DA OKEANOS A "EL NINO"
di Renzo Mosetti, Marina Silvestri
Bruno Mondadori, 2008, Euro 18,00
Il volume affronta, in primo luogo, i problemi relativi alle acque della Terra e i mezzi e i metodi per affrontarli con intenti di divulgazione scientifica aggiornata e leggibile con piacere e interesse. Si sottolinea, inoltre, che molti dei gravi temi ambientali che oggi investono l’umanità, non sono legati al nostro tempo, ma sono sempre stati presenti fin dai tempi più remoti della preistoria e tragicamente lungo tutto l’arco della storia.
Protagonista l’acqua, dunque - forse uscita dalla terra primordiale, forse arrivata dal cielo con le comete, che ha riempito oceani e mari -, fattore principale del clima terrestre ma anche indomabile causa di conseguenze disastrose per l'essere umano per fenomeni planetari ancora non del tutto compresi: mutamenti climatici, glaciazioni e deglaciazioni, alterazione delle correnti oceaniche, fenomeni di desertificazione, come quella preistorica del Mediterraneo, avvenuta per l’abbassamento dei livelli delle acque e la mancata “risorsa” atlantica, e viceversa l’invasione del Mar Nero, una volta lago d’acqua dolce, da parte del Mediterraneo, il disastro del terre-maremoto di Lisbona del 1755 che tanto influì sulla cultura europea. L’acqua che, benché non senza pericoli per la vita che in essa si svolge, interagisce con l’atmosfera e fa da calmiere per la quantità di anidride carbonica che in questa può essere presente. Renzo Mosetti è oceanografo all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS di Trieste; Marina Silvestri è giornalista culturale e scientifica, e scrittrice affermata. |
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PIANO B3.0 - MOBILITARSI PER SALVARE LA CIVILTà
di Lester Brown
Edizioni Ambiente, Milano 2008, pagg. 352, 15,30
Ha forse ragione chi dice che la Terra sarà in grado di curarsi da sola e che il mercato troverà il modo di neutralizzare gli inquinanti che stiamo disperdendo nell'atmosfera, nelle acque e nel suolo, ma se invece il "gigantesco esperimento incontrollato" a cui stiamo sottoponendo il nostro pianeta ci sfuggisse di mano? Siamo davvero disposti a correre questo rischio, aggravato dall'affacciarsi sulla scena mondiale di attori come Cina e India, con la loro inesauribile fame di risorse e materie prime? Una soluzione però c'è: è il "Piano B 3.0 - Mobilitarsi per salvare la civiltà", il nuovo testo di Lester Brown, famoso analista ambientale, Presidente dell'Earth Policy Institute e fondatore di Worldwatch Institute. Un piano d'azione per invertire la rotta è una strada, percorribile già da oggi, per ridurre su scala globale e locale sprechi ed inefficienze e per liberarci rapidamente dalla dipendenza dai combustibili fossili. Una strategia in cui non sono ammessi spettatori: ciascuno di noi è chiamato a "mobilitarsi" in prima persona. Senza ricorrere a centrali nucleari ed a carbone. Tradotto da un gruppo di volontari dei Meetup di Beppe Grillo, il volume e' disponibile gratuitamente in versione integrale digitale qui. |
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LA SFIDA DELL'ENERGIA: cambiamenti climatici, energia e ambiente in un mondo inquieto
di Francesco Asdrubali, Gino Moncada Lo Giudice
Franco Angeli, Milano 2008, pagg. 135, euro 14
Ricco di tabelle e grafici, il libro analizza il tema dell'energia nei suoi principali aspetti di interesse pratico tantro per il cittadino quanto per i decisori politici: dal consumo di energia ai cambiamenti climatici, dal nucleare alle fonti rinnovabili, dalla tecnologia del “carbone pulito” alla termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, ai rigassificatori. Il tutto con l’ottica del: che cosa si può fare?
È un libro di livello divulgativo elevato, ma scritto con grande semplicità e basato su dati forniti dai rapporti di Organismi internazionali di riconosciuta attendibilità e dai provvedimenti presi in sede internazionale, a partire dalla Conferenza di Rio del 1979 ad oggi.
Il punto di partenza è la constatazione che sul problema dei cambiamenti climatici c’è una sostanziale carenza di informazione, che ha contribuito a creare un allarmismo esagerato nell'opinione pubblica. Ma è anche vero che, d’altro canto, è reale una certa distrazione della classe politica impegnata, salvo eccezioni, in tutt'altri problemi.
La conclusione può sembrare scontata, ma mai abbastanza ribadita: il problema dei cambiamenti climatici è argomento di ordine planetario, che richiede un approccio, un'etica comune di tutti i Paesi nell'affrontare i problemi e allocare le risorse finanziarie necessarie ad affrontarlo. L'inquietudine che sembra attraversare tutto il mondo, con il risorgere di nazionalismi, lo scontro di culture, guerre e incomprensioni, non sembra tuttavia indurre ad un facile ottimismo. Di qui l'appello per un'Autorità sopranazionale che amministri correttamente gli enormi fondi necessari per la battaglia per la difesa dell'ambiente. |
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PETROLIO E DOPO? Contro le false tesi sulla fine dell'oro nero
di Riccardo Varvelli
Etas, Milano 2007, pagg.198, euro15
Per tutto il XX secolo gli allarmi sulla fine del petrolio si sono susseguiti con cadenza regolare: negli anni ’50 e poi negli anni ’70 numerose voci si sono più volte levate a sostenere che la fine era vicina. Negli ultimi tempi il tema è tornato di attualità, polarizzando le opinioni su due fronti. Da una parte ci sono quelli che prevedono a breve l’esaurimento del petrolio – e quindi la necessità di iniziare subito a sostituirlo con fonti energetiche rinnovabili – e dall’altra coloro che ritengono che ci sia ancora tempo e che la transizione alle altre fonti sarà più lenta e progressiva.
Varvelli (che è un vero esperto: tecnico con grande esperienza sul campo e successivamente professore al Politecnico di Torino) sostiene questa seconda tesi e si propone di demolire le tesi catastrofiste presentando dati tratti dalla letteratura scientifica e aggiornati sino ai recentissimi sviluppi mondiali del settore. Grazie alle nuove tecnologie di estrazione – che rendono possibile sfruttare anche giacimenti più difficili da raggiungere – di petrolio ce ne sarà ancora per tutto il XXI secolo e parte del XXII. Nel frattempo si potrà sostituirlo con il gas naturale e, poi, con le fonti rinnovabili.
Scritto con uno stile avvincente e sostenuto da una visione precisa delle dinamiche economiche che condizionano il settore petrolifero, il libro rappresenta una voce fuori dal coro in un dibattito di grande attualità. Ed è di grande interesse - quale che sia il personale convincimento con cui ci si avvicina alla lettura - quanto meno per affrontare il problema sulla base di dati non banali e con una visione originale rispetto a quella vulgata dai media. |
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ENERGIE RINNOVABILI: UN SOGNO NEL CASSETTO?
di Adriano Piglia
Fabiano Editore, Roma 2008, pagg.208, € 29,00
Se le rinnovabili rappresentano la nuova frontiera energetica, restano da chiarire alcuni elementi di criticità relativi al loro impiego e – soprattutto – alle prospettive che possono realisticamente offrire in un contesto caratterizzato da costi e rischi energetici crescenti. Il volume di Adriano Piglia, dopo aver tracciato un quadro d’insieme sullo scenario energetico, cerca di valutare quale possa essere il contributo delle fonti rinnovabili al soddisfacimento dei fabbisogni energetici attuali e futuri, conducendo un’analisi sui principali protagonisti nel settore, sia imprese che Paesi, sulle più recenti innovazioni tecnologiche e sulle sfide dei mercati.
Il libro ha il pregio di andare oltre i proclami, spingendosi invece su terreni in genere poco esplorati quando si parla di energia verde. Ad esempio, analizzando come correlare le rinnovabili ed i piani nazionali di allocazione delle emissioni, i meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto, la borsa della CO2, il ruolo delle rinnovabili nelle politiche energetiche dei singoli Paesi. Un libro serio e documentato che presenta pregi e difetti delle rinnovabili partendo da dati verificati, fuori da ogni ideologia. |
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LA CITTA' RINNOVABILE
di Peter Droege
Edizioni Ambiente, Milano 2008, pagg.304, € 20,00
Un elemento accomuna le antiche città, le moderne metropoli e, in pratica, tutti gli insediamenti umani: il fatto che la loro conformazione, organizzazione e sviluppo sono direttamente correlati alla rispettiva disponibilità energetica. Ma i principi che oggi sono alla base dello sviluppo delle moderne città e dell'urbanizzazione contemporanea sono del tutto diversi da quelli che condizionarono le antiche città, dove l’organizzazione socio-economica era strettamente legata alla presenza di fonti energetiche locali.
Secondo l’autore occorre - e sarà inevitabile farlo – passare dalla città “fossile” a quella “rinnovabile”, modificando la conformazione energetica delle nostre città nel prossimo futuro.
La sfida che lancia Peter Droege, esperto di design urbano, ha una posta in gioco molto alta, ovvero il futuro stesso della città. E può essere vinta solo con strumenti concettuali e operativi diversi da quelli che hanno guidato finora architetti e pianificatori. Tra questi, una corretta gestione delle acque metropolitane e del verde urbano, l’uso di reti energetiche intelligenti, lo sviluppo di una mobilità sostenibile. |
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LA GUERRA DEL GAS
di Cristina Corazza
Sole24ore, Milano 2008, pagg.162, € 19.00
Sottotitolo: i nuovi padroni dell'energia, i rischi per l'Italia e l'Europa. In meno di dieci anni i consumi di gas sono cresciuti del 30%. Ed intorno al metano - scrive Cristina Corazza nel suo libro - «si combatte oggi una lotta senza esclusione di colpi, un nuovo Grande Gioco dalle variabili quanto mai complesse, visto che le riserve si concentrano per la maggior parte in Paesi ad alto rischio o nei quali l'accesso alla ricerca e allo sfruttamento è reso difficile alle società internazionali».
Il volume - dopo un excursus di carattere storico che riesamina il cammino compiuto dal gas, da prodotto di scarto nella produzione di petrolio a “oro azzurro” del XXI secolo - introduce i temi chiave dell’attualità con un linguaggio estremamente semplice e una articolazione dei capitoli (molto numerosi e molto brevi: un’ottima scelta) che consente anche al lettore non esperto di farsi un'idea davvero completa delle complesse problematiche che fanno perno su questo combustibile e sugli enormi interessi che intorno ad esso si sviluppano.
«Il gas è ormai un'arma destinata a tenere sotto scacco - forse più del petrolio negli ultimi quarant'anni - l'Europa e i maggiori importatori, come l'Italia, fortemente dipendente dall’estero per i suoi fabbisogni energetici. Dal Venezuela di Chavez, all'Iran di Ahmadinejad, al Kazakhstan di Nyazov, alla Libia di Gheddafi: i Paesi che custodiscono le maggiori riserve sono sempre più difficili da trattare. Ma la posta in gioco continua a valere gli sforzi. Anche perché la platea dei pretendenti disposti a subentrare si fa più sempre più numerosa e agguerrita, con l'ascesa dei giganti emergenti e affamati di gas come Cina e India». Un libro apparentemente semplice, ma completo per comprendere la complessità di una delle chiavi del nostro sviluppo. |
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IL REBUS ENERGETICO
di Alberto Clò
Il Mulino, Bologna, 2008, pagg.240, € 15,00
È davvero un rebus l’attuale mercato globale dell’energia. Caratterizzato da una situazione intricata e non facile da interpretare. Ma ogni soluzione – afferma Alberto Clò – può essere trovata solo partendo da una analisi senza preconcetti né ideologismi di tutti gli elementi che compongono il quadro: ovvero le riserve, le scorte, gli investimenti, insieme ai fattori geopolitici, agli orientamenti dell'opinione pubblica e alle scelte dei governi.
«Nei prossimi anni la crisi energetica rischia di aggravarsi con un costo sempre più insostenibile per l'economia mondiale. Il primo problema da risolvere è quello riguardante l'insufficienza degli investimenti. Negli Stati Uniti l'ultima centrale nucleare risale al 1978, l'ultima raffineria al 1976 e le 500 centrali a carbone che alimentano la metà della produzione elettrica hanno un'età media di 35 anni. E l'Europa non sta certamente meglio».
Secondo l’autore vi sono molti e fondati motivi per ritenere che l'era del petrolio e del metano a basso costo possa dirsi definitivamente chiusa e che le pressioni al rialzo dei prezzi di questi combustibili permarranno nei prossimi anni. La domanda di mobilità ed elettricità è in aumento, anche, ma non solo, a causa del persistente incremento dei consumi da parte delle potenze emergenti, quali India e Cina. «Oggi – sottolinea Clò - si consumano ogni secondo 450 mila litri di petrolio equivalente, che saliranno a 600 mila tra 25 anni . Il guaio è che il petrolio sarà sempre più costoso da estrarre e sempre più conteso sui mercati internazionali. E sostituirlo non sarà né facile, né conveniente, né immediato». È necessario «guardare in faccia la dura realtà delle tendenze che ci stanno di fronte, spazzando via luoghi comuni, pensieri unici e falsi miti che alimentano lo scontro di opinioni: che le risorse fossili siano prossime ad esaurirsi, che quelle rinnovabili siano la panacea d'ogni male, che risparmiare energia sia più virtuoso che produrla». E tra i luoghi comuni da superare c’è anche l’ostracismo verso il nucleare, al quale – pur non potendo offrire una soluzione determinante e tanto meno univoca – può comunque dare un importante contributo, in una situazione in cui tutte le fonti – nessuna esclusa – deve essere tirata in ballo. |
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OLTRE KYOTO
di Aldo Iacomelli
Franco Muzzio, 2007, Euro 24
Il volume propone un'analisi del “Quarto Rapporto sullo Stato del Clima” dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite, pubblicato nel 2007. Secondo l'autore, in natura basta poco per avere grandissime differenze. In ambito climatico, pochi millimetri nelle precipitazioni a cosa possono condurre? Con questi presupposti, occorre allargare lo sguardo alle politiche ambientali e cogliere come opportunità quelli che per molti sono considerati dei vincoli. Primo tra tutti, il Protocollo di Kyoto: andare "oltre Kyoto" significa utilizzare tutti gli strumenti tecnologici ed economici possibili, utili a cambiare i modelli energetici e sviluppare nuovi mercati, creando occupazione e benessere, nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali. Attraverso una profonda analisi dei costi ambientali dell’energia e dei relativi strumenti di valutazione, si sottolinea il bisogno di una modernizzazione tecnologica del settore energetico in un nuovo contesto ecologico, di strumenti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, oltre a nuovi strumenti economici. In conclusione, proponendo nuovi modelli energetici, si vuole arrivare a una nuova frontiera economica sostenibile, dove al centro vi siano i costi sociali e ambientali, per uno sviluppo durevole di una società equa, che realizzi la solidarietà tra i popoli e tra le generazioni. |
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CON TUTTA L’ENERGIA POSSIBILE
di di Leonardo Maugeri
Sperling & Kupfer Editore, Milano 2008, € 20,00
L’autore illustra la difficile sfida energetica del nostro secolo: superare l'eccessiva dipendenza del pianeta dalle fonti fossili (petrolio, carbone e gas) la cui combustione è causa di crescente sofferenza per la Terra. In forza della loro superiore densità di energia, di potenza, e di un costo relativamente contenuto questi combustibili coprono più dell'80% dei consumi di energia primaria del mondo, ma sono destinati a scarseggiare sempre di più, ed è questa la "trappola energetica" che ci condiziona e che rischia di aumentare pericolosamente il peso di queste fonti "sporche".
Leonardo Maugeri (direttore Strategie e Sviluppo dell'Eni, uno dei maggiori esperti mondiali del settore) offre la sua visione di un ambientalismo razionale e positivo, lontano dal catastrofismo, indicando una serie di soluzioni realistiche ed un’articolata linea d’azione per raggiungere risultati importanti entro il 2030. L’impegno di lungo periodo potrà essere fruttuoso solo se si ricorre alla ricerca scientifica e tecnologica, le uniche che potranno affrancarci dalla trappola. |
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CONTRO IL DECLINO
di Pietro Greco, Settimo Termini
Codice Editore, Torino 2007, € 9,90
Un forte investimento (culturale ed economico) in ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e alta formazione. È questa l’ultima chance che ha l’Italia per rimuovere le cause del declino, modificare la specializzazione produttiva del sistema Paese, realizzare un ambiente adatto all’innovazione ed entrare nella società della conoscenza. Da quasi mezzo secolo il nostro è l’unico Paese a economia avanzata ad aver scelto un percorso di sviluppo senza ricerca; per molti anni la scelta ha premiato, ma oggi quel modello non regge più. La tecnologia a elevato valore di conoscenza è ormai il settore più dinamico dell’economia mondiale. I numeri non lasciano dubbi: negli ultimi anni sono stati triplicati gli investimenti in scienza e innovazione, sono aumentati gli scambi di prodotti ad alta tecnologia e Paesi come Cina, India e Brasile stanno ridisegnando la mappa geopolitica della ricerca.
Il mondo sta cambiando velocemente. In questo panorama in costante mutamento l’Italia non tiene il passo e perde posizioni nella classifica della competitività e quote nel mercato del commercio internazionale di beni ad alta tecnologia. Recuperare il terreno perduto, partecipare alla costruzione di una società della conoscenza più democratica, insomma spingersi «oltre il declino», significa innanzitutto modificare la propria specializzazione produttiva, e puntare su un modello di sviluppo fondato sulla ricerca |
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Black out
di Phillip F. Schewe
Apogeo, Milano, 2007, pagg.306, € 18
Come noto, l’energia elettrica è un bene non immagazzinabile. Va prodotta istante per istante in quantità necessaria a coprire il fabbisogno, mantenendo sempre in equilibrio la domanda con l’offerta. La gestione dei flussi di energia è un’attività complessa ed articolata, vulnerabile per diversi aspetti. Basti pensare al black out che nel 2001 in India ha lasciato senza energia 226 milioni di persone o a quello che due anni dopo ha colpito l’Italia, rimasta al buio per quasi 24 ore.
Questo di Phillip F. Schewe è forse il primo libro specificatamente dedicato a spiegare il funzionamento del sistema di distribuzione dell’energia elettrica ai non addetti ai lavori, con termini comprensibili a tutti. Senza peraltro tralasciare di soffermarsi sul ruolo chiave che il sistema di distribuzione di elettricità ricopre per i sistemi economici - sia locali che globali - e le implicazioni politiche. Può, dunque, essere definito un libro di attualità, considerando l’importanza che il tema energia ricopre ormai nei discorsi di tutti i giorni e nella vita di tutti i giorni. |
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COME AFFRONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI
di Daniele Pernigotti
Il sole 24ore Pirola, Pagg. 312, Euro 35
La presa di coscienza sull'incidenza dei fattori antropici sui cambiamenti climatici ha innescato un processo di adeguamento legislativo, sfociato nel ben noto Protocollo di Kyoto, attualmente in fase di esecuzione presso gli Stati aderenti. Il volume parte da un'analisi del recente IV Rapporto pubblicato dall'IPCC,, ripercorre l'iter politico degli ultimi 15 anni, dai documenti internazionali (UNFCCC) alle leggi italiane, mettendo anche a nudo i ritardi del nostro paese nel recepimento delle direttive europee e nelle politiche di riduzione delle emissioni di C02. Il confronto tra la situazione dei vari paesi è reso possibile anche grazie a un'ampia sezione dedicata all'analisi dei dati e dei trend di emissione dei gas serra a livello internazionale, con approfondimenti rispetto alla realtà europea e a quella italiana. Diversi capitoli sono poi dedicati alla descrizione del contenuto e delle potenzialità della norma volontaria ISO 14064, principale riferimento a livello internazionale per un approccio volontario verso la riduzione della propria impronta climatica. |
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SOLO L'ATOMO CI PUÓ SALVARE. L'AMBIENTALISMO NUCLEARE DI JAMES LOVELOCK
di Roberto Bondì
Utet, Torino, 2007, pagg.136, € 12
Si può essere ambientalisti e nuclearisti allo stesso tempo? Sì, secondo James Lovelock, guru dell’ambientalismo, scienziato e padre della celebre teoria di Gaia, secondo cui la Terra è un immenso organismo vivente capace di autoregolazione. In un recente libro (The revenge of Gaia) Lovelock ha raccolto molte sue idee sui temi ambientali e energetici, suscitando un ampio e a tratti aspro dibattito. Secondo lo scienziato inglese, infatti, poiché per il futuro del pianeta si profilano scenari inquietanti occorre prendere in considerazione il nucleare in quanto fonte energetica sicura, affidabile e rispettosa dell’ambiente.Ciò che rende dirompente l’appello di Lovelock in favore del nucleare è il fatto di essere stato lanciato in nome dell’ambientalismo, poiché al momento - secondo lo scienziato inglese - quella elettronucleare è l’unica fonte in che può fornire grandi quantità di energia senza alcuna emissione climalteranti.
Il libro di Bondì è incentrato proprio sulla figura di Lovelock e sulle sue proposte di politica ambientale. L’autore analizza le valutazioni di Lovelock sullo stato della Terra e del riscaldamento globale, sullo sviluppo sostenibile, sui pregi e difetti delle diverse fonti energetiche oggi disponibili. |
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LA GUERRA DEI RIFIUTI. DA KOROGOCHO A NAPOLI
di Maurizio Montalto
Edizioni Alegre, Milano, 2007, pagg.174, euro 10
Le organizzazioni criminali, le cosiddette Ecomafie, si sono appropriate della gestione dei rifiuti in larghe fette del nostro paese. Il caso più eclatante è la Campania, dove da decenni si perpetuano impunemente disastri ambientali e gravissimi danni alla salute dei cittadini esasperati da 14 anni di emergenza rifiuti, e dal fetore dei sacchetti che periodicamente invadono le strade, tanto da sospendere il loro senso critico e accettare le discariche come se fossero l'unica soluzione possibile. Per scoprire cosa sta accadendo veramente dobbiamo guardare oltre l'apparenza.
Dal resto del mondo, da Korogocho a Porto Alegre, dobbiamo imparare che è possibile una gestione dei rifiuti basato sulla raccolta differenziata, uno stile di vita che li riduca, una politica che ridia ai cittadini, attraverso la democrazia partecipativa, la possibilità di intervenire nelle scelte che pesano sulla loro salute e sul territorio in cui vivono.
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LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN ITALIA E LA CRISI CLIMATICA. RAPPORTO ISSI 2007
di Edo Ronchi
Edizioni Ambiente, Milano, 2007, pagg. 320, 20
Dal 2002 l'Istituto sviluppo sostenibile Italia propone un sistema di trenta indicatori di sostenibilità, aggregati a comporre l'indice unico ISSI. Questo fornisce una valutazione sintetica dei progressi o degli arretramenti dello sviluppo sostenibile in Italia.
Il Rapporto 2007 si articola in tre parti: alla presentazione di Edo Ronchi, seguono tre approfondimenti sulle principali questioni politiche e scientifiche che contraddistinguono la sostenibilità a scala nazionale, comunitaria e internazionale; nella seconda parte vengono presentati l'indice Issi 2007 ed i trenta indicatori chiave che lo compongono, ognuno dei quali è illustrato tramite una specifica scheda statistica ed analitica; nella terza e ultima parte quattro approfondimenti affrontano alcune delle maggiori criticità del nostro paese.
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CLIMA: ISTRUZIONI PER L'USO. I FENOMENI, GLI EFFETTI, LE STRATEGIE
di Vincenzo Ferrara e Alessandro Farruggia
Edizioni Ambiente, Milano, 2007, pagg.320, euro 20
Vincenzo Ferrara (membro italiano dell'IPPC e direttore del Progetto Speciale Clima Globale dell'Enea) e il giornalista Alessandro Farruggia ricompongono il mosaico di un clima alterato nelle sue manifestazioni e controverso nelle interpretazioni.
Chi non ha dubbi in proposito sono le compagnie assicuratrici che identificano come fattore destabilizzante per i propri bilanci proprio l'esponenziale crescita dei danni provocati dai fenomeni atmosferici estremi.
Tra l'uragano Katrina, estati sempre più torridi e vari fenomeni “estremi”, Ferrara e Farruggia ripercorrono la questione climatica dividendo il loro volume in tre parti: la comprensione del tema (che cos'è il clima), la sua evoluzione (i cambiamenti operati dall'uomo e la reazione del pianeta) e, infine, le strategie in atto e quelle auspicabili.
Dal libro: “Il comportamento del clima è paragonabile al comportamento di un orso in letargo. Se l'orso viene molestato una volta o qualche volta, si limiterà a borbottare, e continuerà a dormire. Ma se viene disturbato in modo troppo insistente, può reagire all'improvviso con una zampata violenta e anche mortale.”
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I MIEI MARI
di Folco Quilici
Mondadori, Milano, 2007, pagg.496, 20
Stelle marine, polpi giganti, balene, squali: un viaggio che raccoglie avventura, amori, paure e scoperte. Protagonista è il mare con i suoi abitanti. Un mare che in alcuni momenti incute timore, in altri entusiasma, ma sempre affascina.
Dopo la lunga stagione dei suoi libri-documento e quella dei romanzi dai quali sono stati tratti film di grande successo internazionale, l'autore torna a percorrere e raccontare la realtà, assieme a sconosciuti pescatori, famosi scienziati, audaci avventurieri. Dai temibili squali del Mar Rosso all'isola in fuga dell'arcipelago delle Cicladi, dall'odissea di Tanai nel Pacifico fino alla laguna blu e alle perle nere di Oceania, vivendo con comunità primitive, fra i loro miti e le loro leggende. Quilici racconta le meraviglie di un mondo in pericolo e suggerisce possibili visioni di un futuro per cui occorre lottare.
Allegato al libro, un DVD: cinquantotto minuti di filmati (alcuni inediti) per imprimere nella mente le immagini di un magia da salvare.
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SALVARE IL MONDO SENZA ESSERE SUPERMAN. GESTI DI ECOLOGIA QUOTIDIANA
di Roberto Rizzo
Einaudi, Torino, 2005, pagg.172, 10,80
Roberto Rizzo è un giornalista scientifico che ha anche lavorato al CERN di Ginevra. Il suo interesse principale è quello delle fonti rinnovabili: infatti, è coordinatore editoriale di due riviste dedicate al solare fotovoltaico e all'energia prodotta dal vento.
Come recita il titolo del suo nuovo volume, salvare il mondo non è compito esclusivo dei supereroi. La salute del pianeta passa attraverso buone pratiche da realizzare in vari ambiti: trasporti, energia elettrica, casa, rifiuti, acqua, spesa. Sono davvero moltissimi i gesti che ciascuno di noi può compiere, modificando un po' le sue abitudini. Non solo: contribuire a frenare il consumo intensivo di risorse (che mette a rischio la qualità dell'aria e delle acque, il clima, la biodiversità, le foreste) comporta anche il vantaggio di risparmiare energia e denaro. Ogni capitolo è dedicato ad un settore, il linguaggio è chiaro e vi è un uso abbondante di elenchi puntati per rendere la presentazione degli eco-consigli più sintetica. In appendice, un utile glossario e un elenco di siti internet per chi volesse approfondire gli argomenti trattati.
L'autore ha aderito al progetto di Greenpeace “Scrittori per le foreste” e il volume è stampato su carta Cyclus. Un altro bell'esempio.
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ECOLOGIA LETTERARIA. UNA STRATEGIA DI SOPRAVVIVENZA
di Serenella Iovino
Edizioni Ambiente, Milano, 2007, pagg.160, euro 16
Può la letteratura avere un’influenza sul nostro comportamento e di conseguenza sull’ambiente che ci circonda? Gli esseri umani sono le uniche “creature letterarie” della terra: se il produrre letteratura è caratteristica esclusiva della nostra specie, allora – suggerisce l’autrice – è il caso di esaminarla con attenzione per determinare se e quale possa essere il ruolo che gioca nel benessere dell’uomo e quale contributo può portare nelle relazioni con il mondo naturale. Ed ancora, se la letteratura è parte di una strategia evolutiva, come può orientare questa evoluzione? E quali strumenti ci offre nel momento in cui la crisi ambientale si fa più pressante?
Serenella Iovino – docente di Filosofia morale all’Università di Torino - con questo libro presenta per la prima volta in Italia gli assunti teorici dell’ecocriticism, metodo interpretativo nato in Usa negli anni 90, ci invita a pensare alla letteratura come una strategia di sopravvivenza che ci può essere di aiuto per superare “evolutivamente” le sfide poste dalla crisi ecologica. |
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IL PUNTO DEL CAOS
di Ervin Laszlo
Urra Pubblicazione, Milano, 2007, pagg. 157, € 13
Recita un proverbio cinese: “Se non cambiamo direzione, con tutta probabilità arriveremo dove siamo diretti”. Applicato alla realtà attuale, alla luce dei problemi con cui ci stiamo già confrontando - ovvero cambiamenti climatici, inquinamento, scarsità di acqua ed energia, conflitti sociali, aumento della pressione demografica e della povertà - l’esito sarebbe senza dubbio disastroso.
Occorre, quindi, correre subito ai ripari. Secondo Ervin Laszlo la finestra decisionale è ancora aperta, ma sono pochi gli anni che restano per fare qualcosa. Per la precisione cinque, visto che secondo alcuni calcoli, sarà il 2012 l’anno che rappresenta il punto del caos, ovvero il punto di svolta cruciale nella vita del sistema. Se i trend attuali non saranno modificati entro questo intervallo di tempo il sistema sarà proiettato verso uno scenario di collasso (brekdown).
Ma quello del collasso non è che uno dei futuri possibili. In alternativa, se ci si impegna subito ad affrontare i pericoli imminenti, possiamo interrompere questo processo e far sì che emerga uno scenario di emersione (breaktrhough). La strada, dunque, che percorreremo non è già tracciata. Il nostro destino è ancora nelle nostre mani. |
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ENERGIA VERDE PER UN PAESE «RINNOVABILE»
di Paolo Pietrogrande e Andrea Masullo
Franco Muzzio, Roma 2007, pag. 240, euro 17
Non esiste sulla terra il problema della scarsità di energia – si legge nella prefazione del libro. Non ora né per qualche miliardo di anni a venire. Tutto è energia; l'universo è energia che si propaga fin dal suo primo istante di vita. L'unica energia che può scarseggiare è quella contenuta nei combustibili fossili. E purtroppo proprio su di essa abbiamo fondato il nostro progresso: da qui nasce l'allarme sul futuro.
Da queste premesse il libro si pone un obiettivo ambizioso, ma necessario: fare cultura energetica. Cioè aprire un canale di comunicazione tra i lettori, gli operatori energetici, gli ambientalisti e gli amministratori pubblici per approfondire le tematiche specifiche, ricercarne le cause e, se possibile, identificare delle soluzioni percorribili.
Obiettivo necessario, dicevamo, perché in tema di energia e di ambiente sono coinvolte scelte scientifiche. E in fatto di scienza da un lato sono le posizioni di principio, le opinioni arroganti, la pigrizia di chi si ritiene essenzialmente soddisfatto, a costituire il maggiore ostacolo al progresso. D’altro canto si è spesso tentati di pretendere dalla scienza opere di magia, “scorciatoie” che risolvano i problemi più urgenti, senza voler partecipare al travaglio che la ricerca e l’attuazione delle soluzioni comporta.
Il libro è scritto in modo molto accessibile: non si rivolge agli addetti ai lavori, ma intende stimolare la più grande delle risorse umane: la curiosità di apprendere di più. Vengono riportati approfondimenti multidisciplinari che inquadrano le fonti rinnovabili secondo i loro aspetti tecnico-scientifici, economici e storico-culturali. Sono trattate tutte le fonti rinnovabili e tecnologie collegate (idroelettrico, eolico, geotermico, solare termico e fotovoltaico, idrogeno, biomasse e biogas, architettura bioclimatica, sistemi ibridi), ma anche aspetti relativi agli strumenti di promozione, al turismo ambientale, al risparmio energetico e altro. |
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PINOCCHIO E LA SCIENZA. Come difendersi da false credenze e bufale scientifiche?
di Silvano Fuso
Dedalo, Bari 2006, pag.368, euro 15
Vi sono prove certe dell'esistenza dello Yeti e degli alieni? Atlantide è mai esistita? È vero che lo sbarco sulla Luna e l'attentato dell'11 settembre sono state una messa in scena degli americani? L'elettrosmog e gli OGM sono davvero pericolosi? Fusione fredda e idrogeno potranno risolvere i nostri problemi energetici?
Spesso sui più vari argomenti vengono veicolate informazioni imprecise, se non del tutto erronee, a volte complici i media più autorevoli. Dalla medicina all’ambiente, dall’ingegneria genetica ai problemi energetici, nessun ambito è purtroppo immune da disinformazione.
«Abbiamo il dovere morale – afferma il fisico Tullio Regge nella prefazione del volume - di dire pane al pane e di mettere in guardia gli sprovveduti. Al di là del mondo magico e religioso, tante false credenze circolano nella nostra società: leggende, complotti inesistenti, terapie miracolistiche, rischi immaginari, mode insensate e tecnologie illusorie: elemento comune di tutte queste false credenze è una profonda ignoranza in fatto di scienza e una preoccupante e ingiustificata diffidenza nei confronti di essa».
Silvano Fuso, chimico e divulgatore, mette a disposizione una serie di informazioni scientifiche corrette che offrono utili strumenti per sviluppare le capacità di pensiero critico, per abituarsi a non dare mai per scontato quanto “si sente in giro”, per smascherare false credenze e leggende metropolitane, con il loro frequente corollario di sciocca ingenuità o di irrazionale paura. |
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LA RIVOLUZIONE DEI DETTAGLI
di di Marinella Correggia
Feltrinelli, Milano 2007, pagg. 270, euro 14
Un manuale di comportamento quotidiano per contribuire a far sorgere una nuova cultura individuale che induca ad azioni più eque e responsabili nei confronti dell’ambiente. Chi vuole essere tra coloro che “salveranno il pianeta” deve infatti innanzi tutto modificare le proprie abitudini, poiché è proprio «nei dettagli che sta la differenza tra il dire e il fare».
L’autrice trae ispirazione dall’osservazione attenta degli stili di vita e delle loro contraddizioni per proporre centinaia di azioni improntate a scelte di carattere equo ed ecologico. Il tutto da un doppio punto di vista: individuale (cosa posso fare io) e collettivo (cosa possiamo fare insieme). Le idee sono davvero tante (alcune scontate anche se poco praticate, altre innovative) dando a tutti la possibilità di sceglierne almeno qualcuna vicina alla propria sensibilità, alle proprie abitudini, alle proprie conoscenze.
A parte i consigli pratici, il libro è di piacevole lettura e raccomandabile per far prendere coscienza di come ormai qualsiasi azione, anche la più banale, abbia un impatto diretto o indiretto sull’ambiente, a volte tutt’altro che irrilevante. E come quindi le piccole azioni diffuse possano davvero contribuire a salvare il pianeta. |
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L’ILLUSIONE DELL’ENERGIA DAL SOLE
di Franco Battaglia
21° Secolo editore, Milano, settembre 2007, pagg. 150, euro 15
Libro decisamente fuori dal coro, apertamente e decisamente contrario all’energia solare, in tutte le sue forme (eolico compreso).
La tesi di fondo è che lo sfruttamento dell’energia solare, pur con le moderne tecnologie, potrebbe andar bene solo per una società preindustriale o quasi. La quantità e qualità di energia richiesta da una società industrializzata - che intenda continuare a godere del livello e delle modalità di benessere cui siamo abituati - non può essere fornita dalle tecnologie solari. Puntare su di esse richiederebbe costi inaccettabili, senza peraltro poter rinunciare in modo significativo alle fonti convenzionali. Il sole insomma – secondo Battaglia – può andare bene per riscaldare acqua in determinate situazioni e per risolvere particolari e limitate altre esigenze energetiche di nicchia.
Il libro è documentato e scritto in modo semplice e comprensivo. E ci sembra anche convincente sugli aspetti economici, relativamente al confronto tra le attuali tecnologie solari e le altre fonti convenzionali disponibili (in particolare con il nucleare, la fonte sponsorizzata da Battaglia). Meno convincente appare invece nelle proiezioni future, in particolare per quanto riguarda il fotovoltaico, al cui sviluppo tecnologico – per motivi fisici, non solo economici - Battaglia non dà eccessivo credito. Che invece noi ci auguriamo ci sia e rilevante, non certo per risolvere i problemi energetici del futuro, ma almeno per dare un contributo non marginale.
Da sottolineare la presentazione di Silvio Berlusconi, il quale, consigliandone la lettura, prende posizione contro «il grande bluff della politica cosiddetta ambientale, che condiziona pesantemente il consenso sociale». |
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GLOBAL WARMING. COLPE, COLPEVOLI (E RIMEDI) DELLA “FEBBRE” DEL PIANETA
di Quintino Protopapa
Eurilink, Roma, giugno 2007, pagg. 143, euro 13
Il fronte più incerto della battaglia ciclopica che si sta conducendo per contrastare il progressivo riscaldamento terrestre è quello legato alla mobilità delle merci e delle persone. Le emissioni specifiche del settore dei trasporti sono le uniche, infatti, ad essere costantemente aumentate in questi ultimi anni e la loro crescita sta vanificando i progressi finora conseguiti in altri settori in termini di efficienza energetica e di maggiore sfruttamento delle fonti rinnovabili.
Lo scenario evolutivo del sistema dei trasporti nella problematica generale del global warming rappresenta il campo di indagine specifico che l’autore di questo libro – giornalista specializzato nella trattazione di temi energetico-ambientali – mette a fuoco servendosi dei dati più aggiornati elaborati nel contesto italiano, europeo e internazionale, e registrando, con dovizia di particolari e curiosità storiche, le posizioni, gli orientamenti e le polemiche che accompagnano il dibattito in materia. Il risultato è un “instant book”, asciutto e incalzante, scritto con il chiaro intento divulgativo di avvicinare i “non addetti ai lavori” a quei nodi cruciali che sul fronte dei trasporti attendono di essere sciolti per assicurare la sostenibilità ambientale del settore. La diffusione di carburanti a basso impatto ambientale e la penetrazione di nuovi sistemi e tecnologie nel settore – afferma l’autore - potranno incidere nei prossimi anni solo limitatamente sugli scenari drammatici che si stanno profilando. Di fronte alla crescita vertiginosa del sistema dei trasporti, che deve ancora scontare la domanda di mobilità che si verrà a determinare nei nuovi Paesi che si affacciano sull’economia mondiale (Cina e India in primo luogo), l’unica strategia possibile per ridurre l’impatto dei trasporti sul clima va cercata necessariamente nel quadro di un profondo ripensamento delle politiche settoriali, in cui trovino applicazione nuovi strumenti di gestione e di pianificazione espressamente orientati a garantire traguardi di mobilità sostenibile. |
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LA SFIDA DEL SECOLO
di Piero Angela e Lorenzo Pinna
Mondadori, Milano 2006, pagg.190, euro 16
L’energia in tutta la sua complessità e in tutti i suoi aspetti raccontata ai non specialisti in modo scorrevole, divulgativo, accattivante, ma anche in modo mai banale e sempre molto approfondito e documentato.
L’energia è il motore, la linfa vitale sia della nostra società attuale, sia della società che vogliamo costruire. In tal senso costituisce una delle principali chiavi di lettura della nostra vita sociale, politica e privata. Una chiave indispensabile per capire il mondo nel quale viviamo e nel quale vivranno i nostri figli. Il libro tratta di tutti gli aspetti e i problemi dell’energia: la dipendenza dal petrolio (una risorsa che sta diventando scarsa e sempre più costosa), l'esplosione dei consumi e dei consumatori nel mondo, la dipendenza dal Medio Oriente, i grandi giochi dietro il barile di greggio, le riserve di gas, le nuove prospettive del carbone, i problemi energetici dell'Italia, la reale portata delle rinnovabili, le centrali nucleari, i rigassificatori, i tempi e i costi delle riconversioni, i rischi del non agire e altro ancora. Oltre che un’opera divulgativa sul tema specifico dell’energia, La sfida del secolo è peraltro anche un'opera di forte impronta civile, che lancia un appello ai politici, ai mezzi di comunicazione e ai cittadini perché affrontino con un'urgenza prioritaria una questione che è strettamente legata anche al destino della nostra economia.
Un libro unico nel suo genere per completezza e semplicità, che si appresta a diventare un vero classico della divulgazione. Altamente raccomandabile. |
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L' ERA DEL PETROLIO
di Leonardo Maugeri
Feltrinelli, Milano 2006
Il greggio c'è, basta scavare!.
Questa la tesi fuori dal coro di Leonardo Maugeri, esperto di livello internazionale (Direttore Strategie e Relazioni Internazionali dell’Eni), secondo il quale le riserve, sebbene non siano illimitate, sono più che sufficienti a soddisfare la pur crescente domanda mondiale ancora per molti decenni: almeno quarant’anni e forse anche più di un secolo. A patto, ovviamente, di cercarlo (cosa che invece ancora non viene fatto in modo adeguato, per varie ragioni economiche e politiche) e poi sfruttarlo con tecnologie adeguate.
Maugeri crede nel petrolio e nelle sue potenzialità e rilegge la storia geopolitica del mondo degli ultimi 150 anni attraverso il filtro della materia prima per eccellenza, spiegando al contempo i 'fondamentali' dell'industria petrolifera.
Da tempo - osserva Maugeri - ci troviamo in una situazione in cui il prezzo del greggio è elevato e con prospettive di ulteriore crescita a causa, sembrerebbe, delle difficoltà di approvvigionamento. La realtà invece - a detta di Maugeri - non sta in questi termini, come dimostra il caso dell'Irak, dove solo circa il 15% delle riserve è stato esplorato e quindi estratto.
È peraltro un fatto che la fine della più usata risorsa naturale del pianeta è stata prefigurata già almeno tre volte nel corso del secolo passato (durante le prima e la seconda guerra mondiale e verso l’inizio degli anni ’70) e, naturalmente, sempre sulla base di “sicuri indizi scientifici”. I fatti hanno poi sempre smentito tali ipotesi catastrofiste, come - secondo Maugeri - accadrà pure questa volta. Anzi assisteremo a breve anche ad un ribasso dei prezzi.
Tesi fuori dal coro, come si è detto, ma il libro è interesante e offre più di uno spunto di seria riflessione, per quanto non sembri considerare adeguatamente gli aspetti ambientali e di impatto climatico globale. |
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PETROLIO, IERI E OGGI. E DOMANI?
di Adriano Piglia
Fabiano Editore - Roma, 2006
Storia, problemi e prospettive della pi importante
fonte energetica mondiale scritta da un vero esperto:
Adriano Piglia, attuale direttore del Centro Studi
SAFE, stato infatti, tra l'altro, presidente
della ESSO Italia.
Il libro parte dalla constatazione che per comprendere
tendenze e problemi attuali sia necessario cercarne
le origini e capire come e perch si sia giunti
alle situazioni che viviamo. Economia, sviluppo,
energia, politica ed ambiente sono peraltro problemi
talmente connessi che difficile per tutti comprenderne
appieno le relazioni. Eppure le decisioni che
vengono prese su questi temi, spesso senza che
ne siamo adeguatamente informati, riguardano la
nostra vita di tutti i giorni e quella dei nostri
figli.
Il libro si pone quindi l'obiettivo di spiegare
al cittadino comune il mondo dell'energia, tenendo
al centro dell'obiettivo il principale protagonista:
il petrolio. Senza pretese scientifiche e rivelazioni
eclatanti, ma con attenta verifica delle fonti
e un lungo lavoro di sistematizzazione dei dati.
"Ovviamente, data la mia lunga esperienza di lavoro
all'interno di un'importante multinazionale -
afferma Piglia nella presentazione del volume
- pu sorgere il sospetto che quello che si legge
nel libro esprime un'opinione di parte. Vorrei
rassicurare il lettore. Mi stato insegnato,
quando molti anni fa ero un giovane studente d'ingegneria,
che il peggior errore che avrei potuto commettere,
sarebbe stato quello di credere a quello che vedevo
e prenderlo per buono. La realt , infatti, assai
pi complessa di quello che ci appare e va spogliata
dalle apparenze, prima di iniziare ad essere compresa.
Questo ho cercato di fare, in piena onest intellettuale,
scavando dietro la facciata delle apparenze, nel
tentativo di arrivare ad una descrizione il pi
possibile obbiettiva".
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ORO NERO CONTI IN ROSSO. COME STA CAMBIANDO IL GRANDE GIOCO DEL PETROLIO
di Cristina Corazza
Edizioni Sole24ore - Milano, 2005, pag.206, € 19,50
Questo di Cristina Corazza è un viaggio-inchiesta
che si addentra con ricchezza di approfondimenti,
come documenti di istituti di ricerca internazionali
ed interviste ai maggiori analisti mondiali, alla
scoperta dei nuovi scenari petroliferi: dalla
corsa all’oro nero di Cina e India all’incertezza
sulle riserve mondiali.
Solo poco tempo fa, all’inizio del 2004
il petrolio costava 30 dollari al barile, ora
è sopra i 60 e secondo diversi analisti
salirà ancora. Al tempo stesso i consumi
corrono, e – in alcune stime – aumenteranno
del 60% nei prossimi 25 anni.
Siamo, dunque, alla vigilia del terzo shock petrolifero
della nostra storia recente, superabile solo modificando
il nostro modello di vita? A questi interrogativi
l’autrice fornisce alcune risposte: prima
fra tutte sfruttare i «giacimenti virtuali»
di petrolio, costituiti dal risparmio, dai consumi
intelligenti e dall'efficienza.
Senza sposare la tesi di coloro che parlano di
fine del petrolio, né degli ottimisti che
non vedono in un futuro prossimo questa eventualità,
Cristina Corazza offre una panoramica equilibrata,
corredata di numeri e tabelle, sulle opzioni per
ridurre l'impatto del caro-greggio, esaminando
tutte le variabili in gioco: la domanda che corre,
la scarsità di raffinazione, ma anche il
rischio terrorismo e l’instabilità
di alcuni dei paesi produttori.
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DALLA CAVERNA ALLA CASA ECOLOGICA. STORIA DEL COMFORT E DELL'ENERGIA
di Federico Butera
Edizioni Ambiente - Milano, 2004, pag.256, € 18,60
Risulta stimolante questo percorso compiuto da
Butera - professore di Fisica tecnica ambientale
al Politecnico di Milano – che ripercorre
la storia dell’abitare, a partire dalla
casa dell'antica Roma e dalle dimore medievali,
per arrivare fino alle abitazioni superaccessoriate
dei nostri giorni.
Il nostro vivere nel corso dei secoli si è
totalmente modificato grazie alle invenzioni ed
alle tecnologie che sono intervenute: l’impiego
del vetro, il riscaldamento degli ambienti, la
possibilità di utilizzare l’acqua
direttamente in casa, fino alla svolta dell'elettricità.
Oggi le nostre case, provviste
di una quantità enorme di tecnologie per
garantirci confort e benessere, sono diventate
delle vere e proprie macchine energivore. Il che
comporta costi non solo rilevabili in bolletta,
ma anche sociali e ambientali.
Per questo, suggerisce l’autore, è
necessario ripensare le scelte progettuali delle
nostre case, aprirsi alle energie rinnovabili
e al tempo stesso adottare piccoli utili accorgimenti
per risparmiare energia. Come l’acquisto
di lampade fluorescenti compatte a basso consumo
o l’abitudine di spegnere i nostri elettrodomestici
invece di lasciarli in stato di stand-by ( che
secondo le statistiche europee comporta un 5-10%
di consumi).
O ancora realizzare un sistema di elettrodomestici
intelligenti in grado di “parlare”
tra loro oppure costruire abitazioni a energia
zero, ad esempio utilizzano per i consumi domestici
l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico.(Mariapia
terrosi) |
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DOPO IL PETROLIO. SULL'ORLO DI UN MONDO PERICOLOSO
di Paul Roberts
Einaudi editore - Torino 2005, pag. 386, € 17,00
Il New York Review of Books lo ha definito il
miglior libro sull'economia energetica e le sue
implicazioni ambientali. L’autore è
un giornalista che vive nello stato di Washington
e scrive per Harper’s Magazine occupandosi
di tematiche ambientali, tecnologiche e industriali.
L’interrogativo alla base del libro riguarda
i limiti della nostra industria energetica, basata
sugli idrocarburi e soprattutto del petrolio,
combustibile che - almeno fino ad oggi - costava
poco e rendeva molto. Limiti attuali, cioè
legati a problematiche come inquinamento, effetto
serra, rialzi dei prezzi e guerre del petrolio
e limiti futuri, ovvero connessi all’inevitabile
esaurimento delle riserve fossili.
Considerando il fatto che il mondo si avvia a
raddoppiare entro il 2020 i consumi energetici,
non si può più rinviare –
nota l’autore - la transizione a quella
che sarà l’economia energetica del
futuro. Ma quale sarà la base di questa
economia? E soprattutto ci stiamo preparando al
cambiamento o l'esaurimento del petrolio ci coglierà
impreparati e scombussolerà l'economia
globale, dando il via a un pericoloso accaparramento
delle poche risorse rimaste?
«I più ottimisti – osserva
Paul Roberts - si aspettano che la produzione
petrolifera regga fino al 2035; i pessimisti pensano
che decrescerà molto prima. È possibile
che già dal 2015 il sistema mondiale non
sarà in grado di sopportare la più
piccola oscillazione nella produzione. Una crisi
politica locale in un Paese produttore o un ulteriore
aumento della domanda metterebbero in ginocchio
l'intera produzione energetica mondiale. Attore
chiave in questo processo è la Cina, con
la sua crescita economica avida di energia. Basti
pensare a cosa accadrà quando tutti i cinesi
avranno l'automobile».
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IL MERCATO ELETTRICO: DAL MONOPOLIO ALLA CONCORRENZA
di G.B. Zorzoli
Muzzio Editore - Massa Carrara 2005, pag.256, € 16,00
In certi momenti il libro di
Zorzoli sembra quasi un racconto.
Un racconto sull’energia elettrica, sulla
sua storia, le sue prospettive, fatto da un ingegnere
che riesce a spiegare con semplicità anche
temi complessi. Senza però nulla togliere
alla precisione ed all’accuratezza scientifica,
assicurata anche dalle numerose tabelle, dai grafici
e dagli schemi di funzionamento degli impianti.
L’autore inizia con la descrizione dei primi
sviluppi, degli inizi - alla fine dell’ottocento
- della “rivoluzione elettrica”, per
arrivare poi a parlare dei nostri giorni, soffermandosi
ad analizzare la fase attuale di trasformazione
che i sistemi elettrici stanno vivendo per effetto
di più varie sollecitazioni.
A partire dalla liberalizzazione dei mercati che
ha introdotto nuovi soggetti istituzionali ed economici,
dalle nuove forme contrattuali, da innovativi strumenti
finanziari. E, non ultima, da un’accresciuta
sensibilità ambientale che ha posto l'esigenza
di un ruolo crescente delle fonti rinnovabili e
ha determinato modifiche significative nelle tecnologie
di generazione dell'energia elettrica. Ad ognuna
delle nuove tecnologie, con le quali oggi ci confrontiamo,
Zorzoli dedica un capitolo: dagli impianti a ciclo
combinato, all’impiego delle biomasse, alle
celle fotovoltaiche, all’idrogeno.
Innovazioni che, a detta dell’autore, hanno
il compito di adeguare il sistema elettrico ai suoi
nuovi compiti. |
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DIRITTO ALL'AMBIENTE
di Beniamino Caravita
Il Mulino Editore - Bologna nuova edizione 2005, pag.328, € 24,50
Se il termine “ambiente”, comunemente,
evoca la necessità di salvaguardare le
risorse naturali della terra e allo stesso tempo
garantire un’equilibrata diffusione di migliori
condizioni di vita per tutti gli abitanti del
pianeta, per il giurista questa parola è
anche una precisa nozione nell’ambito specifico
del diritto.
Di fatto negli ultimi anni la normativa in materia
di diritto dell’ambiente si è notevolmente
sviluppata, sia a livello internazionale e comunitario,
che nazionale e regionale.
Il volume di Beniamino Carovita, professore ordinario
di Istituzioni di Diritto pubblico alla Sapienza
di Roma, si presenta - nell’edizione del
2005 - come un manuale chiaro, agile e aggiornato
in materia di tutela giuridica dell’ambiente,
in linea con le modifiche recenti del diritto
comunitario e del diritto costituzionale italiano.
Carovita, dopo aver definito i principi, così
come le nozioni giuridiche fondamentali e le fonti
del diritto ambientale, passa ad esaminare le
competenze dei vari soggetti che a diverso titolo
intervengono in questa materia, ovvero organismi
internazionali, Comunità Europea, Stato
e Enti locali.
Esaminando i principali ambiti regolati dal diritto
dell’ambiente -inquinamento atmosferico,
acustico ed elettromagnetico, tutela delle acque,
difesa del suolo, gestione dei rifiuti e protezione
della natura – l’autore si concentra
in maniera dettagliata sulle discipline del settore,
sulle condizioni di utilizzazione così
come sui limiti degli strumenti di intervento. |
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ANALISI DEL CICLO DI VITA LCA: MATERIALI,PRODOTTI, PROCESSI
di Gian Luca Baldo, Massimo Marino, Stefano Rossi
Edizioni Ambiente - Milano 2005, pag.292, € 20
Già alla fine degli anni ’60 i ricercatori
che studiavano le tematiche connesse al consumo
di risorse ed alla gestione dei rifiuti derivanti
dai processi industriali, svilupparono la consapevolezza
che la strada per analizzare in modo più
efficace dal punto di vista ambientale i sistemi
produttivi fosse quella di ripercorrendone tutto
il ciclo produttivo.
Il “Life Cycle Thinking” è
una metodologia di analisi dell’intero ciclo
di vita di un prodotto finito, compiuta a partire
dallo studio di come si approvvigionano - e si
trasportano - le materie prime necessarie per
la sua produzione, per passare poi all’indagine
sui diversi processi di trasformazione che portano
al prodotto stesso, e conclusa con l’esame
delle modalità con cui questo viene distribuito
per il consumo e, infine, smaltito.
Un processo analitico puntuale ben sintetizzato
nello slogan “from cradle to grave”,
ovvero dalla culla alla tomba. Gli autori del
volume - Gian Luca Baldo, Massimo Marino, Stefano
Rossi - che hanno un’esperienza decennale
in questo campo, sottolineano come la Life Cycle
Thinking, pur partendo da un'impostazione tipica
degli strumenti di ricerca e sviluppo - si sia
oggi adattata a un utilizzo più ampio,
che va dal supporto alla comunicazione ambientale
al green marketing, sino all'integrazione con
tecniche di scelta dei materiali per la progettazione
eco-compatibile.
Una metodica, dunque, di estrema attualità
e versatilità che oggi è basilare
anche nello studio delle politiche ambientali
della Unione Europea e di iniziative legate allo
sviluppo delle nuove tecnologie.
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AMBIENTE CONDIVISO. POLITICHE TERRITORIALI E BILANCI AMBIENTALI
di Fausto Giovanelli, Ilaria Di Bella, Roberto Coizet
Edizioni Ambiente - Milano 2005, pag.224, € 20
La convinzione che accomuna gli autori di questo
libro è che l’ambiente ha indiscutibilmente
bisogno della politica.
Se fino a venti anni fa la questione ambientale
aveva una connotazione soprattutto protezionistica,
oggi è passata a gestire le prospettive
dello sviluppo sostenibile. E questo implica la
ineludibilità del confronto con i temi
della società, dell’economia e della
politica. Per istituire un rapporto realmente
efficace tra problematiche ambientali e politica
occorre però individuare strumenti adeguati
che creino una lingua comune e la condivisione
di alcuni valori di riferimento.
I temi affrontati nel volume vanno dal riordino
dei termini con cui definire il problema, al bilancio
ambientale come riforma della governance; dalla
distinzione degli strumenti rispetto ai loro obiettivi,
ai modelli di democrazia locale; dalle proposte
sul rapporto locale/globale, alle esperienze dei
bilanci di sostenibilità e a una sintesi
delle politiche ambientali dell’Unione Europea.
Il sindaco di Roma Valter Veltroni, nella prefazione,
aggiunge che se «l'ambiente ha bisogno di
politica anche la politica ha bisogno di ambiente;
abbandonando una volta per tutte la prassi delle
politiche ambientali, come pacchetto di superficie
e settorizzato, per attuare, al contrario, un
approccio sistemico e integrato su tutti i fronti
che la sostenibilità richiede, legando
insieme aspetti economici, sociali e ambientali
e proponendo nuove responsabilità di comunicazione
e di partecipazione che la politica non può
più eludere.» |
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50 COSE DA FARE PER SALVARE IL MONDO E RISPARMIARE DENARO
di Andreas Schlumberger
Apogeo editore - Milano 2005, pag. 160, € 9,50
L’obiettivo dichiarato nel titolo,
salvare il mondo, a prima vista appare decisamente
ambizioso. Si tratta di un manuale che raccoglie
50 e più consigli su atteggiamenti da tenere,
in ambiti diversi dall’uso degli elettrodomestici,
al riscaldamento, al riciclaggio, alla mobilità,
per contribuire in prima persona alla tutela dell’ambiente.
Suggerimenti profondamente sensati pur nella loro
semplicità. Suggerimenti che, inoltre,
hanno il grande merito di liberare la schiera
dei consumatori “responsabili” dal
senso di impotenza che spesso si avverte di fronte
ai gravosi problemi ambientali. Seguire questi
accorgimenti non solo fa bene all’ambiente
ma anche al portafoglio, consentendo addirittura
di risparmiare.
Qualche esempio: una lampada ad incandescenza
consuma elettricità per 90 euro, mentre
una lampada a risparmio energetico resta ferma
a 18 euro, riducendo i costi dell’elettricità
notevolmente. Tra gli elettrodomestici frigo e
congelatori incidono per un terzo sui costi per
l’elettricità. Alzare di un grado
centigrado la temperatura del frigorifero comporta
un risparmio del 6% di energia, mentre abbassarla
di un grado determina un dispendio energetico
molto più notevole.
Mettere in pratica le 50 piccole cose, che l’autore
ha selezionato, nella maggior parte dei casi non
provoca scompensi nella vita del singolo, ma nel
loro insieme, e se attuate da molti, potrebbe
avere un impatto non trascurabile.
Un volume che ha il merito di guidare i lettori
con chiarezza, concretamente, mostrando come il
più delle volte assumere atteggiamenti
ecologicamente corretti sia più semplice
di quanto si possa credere. (mpt) |
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QUALITÀ – CERTIFICAZIONE - COMPETITIVITÀ
di Pierangelo Andreini
Hoepli editore - Milano 2004, pag. 920, € 46
Un trattato completo sulla norma
ISO 9001 (aggiornata alla terza edizione “vision
2000”) e la guida ISO 9004: due norme fondamentali
per migliorare le prestazioni delle imprese in un’ottica
di integrazione delle esigenze del “cliente”
intese come opportunità di competizione.
Si tratta in pratica di un nuovo modello organizzativo,
cosiddetto di business improvement, che ha l’obiettivo
di generare il massimo valore con il minimo uso
di risorse. Cosa ovviamente non facile, anche
perché comporta il passaggio da un’organizzazione
funzionale a una per processi, all’interno
di una visione sistemica in cui devono trovare
la giusta valorizzazione anche aspetti intangibili,
quali valori condivisi del rispetto delle persone
e dell’ambiente.
Il manuale raccoglie 45 contributi di autori che
riflettono un vasto ventaglio di esperienze professionali,
industriali e universitarie. Si tratta di una
pubblicazione destinata agli addetti ai lavori,
ma con diverso grado di approfondimento tecnico,
cosa che consente di consigliarne la consultazione
a chiunque sia professionalmente interessato al
miglioramento della qualità in senso globale,
a partire cioè dal “miglioramento
delle istituzioni”, alla produzione nei
suoi vari aspetti, alla gestione delle risorse,
ai rapporti con il cliente e a quelli con partner
e fornitori, alla comunicazione e via via fino
ai “nuovi orizzonti”, come la Social
Accountability di cui tratta con competenza Ennio
Fano. (vc)
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ENERGIA E TECNOLOGIA
di AA.VV – a cura di Alberto Clò
Editrice Compositori - Bologna 2004, pag. 256, € 15
Al 2030 molto probabilmente
la domanda energetica mondiale aumenterà
di oltre il 50%, soprattutto per le crescenti necessità
dei paesi in via di sviluppo. Un dato rispetto al
quale - e alle conseguenze che comporta - è
comunque necessario porsi alcuni interrogativi e
soprattutto dare delle risposte.
Il libro, che raccoglie i contributi elaborati
da numerosi docenti del Politecnico di Milano
riuniti nell’Osservatorio per l’Energia
Mario Silvestri, oltre ad offrire una panoramica
esauriente di quelli che nell’ultimo decennio
sono stati i principali sviluppi delle tecnologie
nel settore energetico, cerca anche di indicare
quali potrebbero essere i percorsi tecnologici
e produttivi di interesse prioritario da percorrere
nel prossimo futuro.
Ovvero, le risposte che la scienza, la tecnologia
e l’industria possono dare alla dinamica
dei consumi di energia, alle modalità con
cui farvi fronte e soprattutto al potenziale impatto
che può derivarne sull’ambiente.
Curatore del volume Alberto Clò, professore
di Economia industriale all’Università
di Bologna, nonché direttore della rivista
Energia ed ex Ministro dell’Industria.
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I COSTI DELLA NON SCIENZA: IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
di Franco Battaglia e Angelo Rosati
XXI Secolo editore - Milano 2004, pag. 197, € 15
Nelle
società avanzate il consenso dell’opinione
pubblica è diventato un elemento fondamentale
delle decisioni politiche. Ma quando si è
di fronte a decisioni che richiedono conoscenze
non superficiali su problematiche che coinvolgono
aspetti prettamente scientifici, ci si può
fidare indiscriminatamente del giudizio popolare?
In realtà sono ben visibili oggi i guasti
prodotti da paure che hanno spesso un fondamento
irrazionale nei confronti delle novità
offerte dai progressi della scienza e della tecnica.
In molti casi, il principio precauzionale che
ne deriva, lungi dall’esprimere un atteggiamento
saggio e prudente, finisce per essere solo un
ostacolo insormontabile alla ricerca e allo sviluppo.
Ciò sembra valere particolarmente in Italia
che ha visto trionfare largamente questo principio
nei dibattiti che hanno riguardato, ad esempio,
l’impatto sanitario dei campi elettromagnetici,
l’utilizzo dell’energia nucleare o
l’uso delle biotecnogie in campo alimentare.
Questo libro, pubblicato in dicembre, raccoglie
gli atti di un convegno organizzato nel febbraio
2004 dall’Associazione “Galileo 2001
per la libertà e la dignità della
scienza” è un volume di testimonianze
e di denunce, con le quali autorevoli studiosi
del calibro di Carlo Bernardini, Tullio Regge,
Renato Angelo Ricci e molti altri si scagliano
contro la disinformazione e fondamentalismo che
sembrano oggi dominare il dibattito sui grandi
temi della scienza e del progresso. Ma è
al tempo stesso, naturalmente, anche un libro
di speranza, per una scienza finalmente riabilitata
e restituita al suo ruolo di motore del progresso
umano (qp)
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LA SFIDA DEL CLIMA: UN'OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE
di Kyoto Club
Edizioni Ambiente - Milano 2004, pag. 56, € 14
Con l’entrata in vigore
del Protocollo di Kyoto, i costi da sostenere
per raggiungere gli obiettivi previsti dall’accordo
internazionale si presentano ingenti, ma le ricadute
economiche possono essere oltremodo interessanti,
soprattutto se si sarà percorsa con convinzione
la strada dell’innovazione tecnologica.
I Paesi che sapranno attrezzarsi adeguatamente
su questo piano potranno in breve tempo conquistare
posizioni di forza sul mercato, proponendo e diffondendo
soluzioni ad elevata efficienza energetica o basate
sulle fonti rinnovabili.
Questo studio, coordinato da Gianni Silvestrini,
direttore scientifico del Kyoto Club, condensa
in pagine ricche di grafici e tabelle, i risultati
che si possono ottenere adottando misure razionali
o soluzioni innovative sia sul fronte della produzione
di energia che su quello degli impieghi finali.
Accanto a un’analisi puntuale del contributo
che lo sviluppo delle fonti rinnovabili può
offrire allo scenario di Kyoto, viene così
condotta una disamina approfondita anche sugli
scenari tendenziali e sui risultati attesi nei
campi dell’illuminazione domestica, dell’edilizia
residenziale, del riscaldamento degli ambienti
e dell’acqua, della minicogenerazione, ecc.
Kyoto Club è un’associazione non
profit, nata nel 1998, che riunisce imprese, associazioni,
enti ed amministrazioni locali. Il suo scopo istituzionale
è quello di promuovere iniziative di sensibilizzazione
e di interlocuzione con i decisori pubblici e
di contribuire a definire proposte e politiche
di intervento mirate ed incisive
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CELLE A COMBUSTIBILE. TECNOLOGIA E POSSIBILITA' APPLICATIVE
di Marco Noro
Dario Flaccovio Editore - Palermo 2004, pag.184, € 22
Oggi, tutti i paesi industrializzati
dichiarano di volersi muovere verso la cosiddetta
"economia all’idrogeno". L’idrogeno,
che non è una fonte energetica ma un vettore,
in futuro potrebbe rappresentare una soluzione efficace
per le problematiche dell’inquinamento atmosferico.
Da qui l’attualità delle tematiche
legate all’impiego dell’idrogeno come
combustibile e la sua applicazione più diretta,
cioè la cella a combustibile (in inglese
fuel cell).
Questo volume di Marco Noro ha il merito di descrivere
in modo chiaro ed esauriente al tempo stesso, la
tecnologia delle celle a combustibile, risultando
utile sia al lettore con conoscenze specialistiche,
ma anche per chi vuole più semplicemente
sapersi orientare su questo tema.
Infatti, oltre a fornire una
sintesi generale sugli aspetti tecnici legati all’impiego
dell’idrogeno, l’autore entra nel merito
della tecnologia delle fuel cells, descrivendone
i principi di funzionamento |
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IL MONDO IN RISERVA. ENERGIA, CLIMA E IL FUTURO DELLA CIVILTA'
di David Goodstein
Università Bocconi Editore - Milano 2004, pag.143, € 17
Il tema trattato è quello
del futuro energetico del nostro pianeta. O meglio
dell’emergenza energetica, affrontato senza
alcuna reticenza da David Goodstein, professore
di fisica e prorettore al Caltech in California.
La tesi dell’autore è quella che l’età
del petrolio e degli altri combustibili fossili
stia irrimediabilmente e incontrovertibilmente per
finire. L’analisi condotta da Goodstein parte
da due elementi chiave. Il primo è rappresentato
dal fatto che i giacimenti di petrolio, per quanto
vasti, sono comunque destinati ad esaurirsi, ed
è quindi il caso di trovare delle alternative
possibili. Secondo: se anche i giacimenti si rivelassero
essere maggiori del previsto, sia nel numero che
nella quantità di combustibile, così
da dilazionare nel tempo il raggiungimento del famoso
picco di Hubbert, l’impatto ambientale derivante
dalla combustione di tale massa, sarebbe devastante
per il nostro pianeta.
La conclusione alla quale giunge allora Goodstein
è quella che la nostra civiltà, come
la conosciamo oggi, non potrà sopravvivere
a meno che non trovi subito un sistema non autodistruttivo
per vivere senza combustibili fossili. L’unica
possibilità è rappresentata dall’affidarsi
alle risorse alternative, in primis l’energia
nucleare e quella solare. «Saremo abbastanza
saggi ed abili – si domanda Goodstein –
per riuscirci? E se ci riusciamo, potrà una
civiltà complessa come la nostra affidarsi
solo a tali risorse?»
Il libro, dal titolo originale “Out of Gas:
The End of the Age of Oil” tradotto da Giovanni
Malafarina, è di lettura agevole ed accattivante
e pur non diventando mai banale, rappresenta un
buon esempio di divulgazione scientifica.
Dedicato dall’autore «ai nostri figli
e nipoti che non erediteranno le ricchezze che noi
abbiamo ereditato». |
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I PREDONI DELL'ACQUA. ACQUEDOTTI, RUBINETTI, BOTTIGLIE: CHI GUADAGNA E CHI PERDE
di Giuseppe Altamore
San Paolo Edizioni - Milano, 2004, pag.189, € 12
L’acqua, oltre ad essere
un bene di primaria importanza per la vita dell’uomo,
rappresenta oggi anche un grande “business”:
un business da 400 miliardi di dollari che può
determinare, in un prossimo futuro, disuguaglianze
non solo tra la popolazione mondiale ma anche all’interno
dell’ Occidente industrializzato.
In Europa gli italiani sono al primo posto nel consumo
di acqua, senza trascurare il fatto che una grande
quantità di acqua si perde nella stessa rete
idrica. Il libro di Giuseppe Altamore ha il taglio
di una vera inchiesta sull’oro blu, una risorsa
spesso minacciata da un uso predatorio da parte
di multinazionali, agricoltori e anche di semplici
cittadini.
E purtroppo le conseguenze di tale uso improprio
delle risorse idriche si vedono. In Italia ben 14
sono le aree a rischio desertificazione a causa
dello sfruttamento eccessivo delle risorse ed è
in atto un processo di salinizzazione degli acquiferi
lungo le nostre coste, effetto del saccheggio delle
falde e del prelievo esagerato d’acqua.
Ma il pericolo più grave per l’acqua
è costituito dall’inquinamento. Secondo
i dati dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità 100.000 sono le sostanze chimiche
provenienti dall’attività umana che
finiscono nell’acqua, ma di queste solo 3.000
sono conosciute, e addirittura solo 500 sono state
testate.
Con il paradosso che anche nella Pianura Padana,
storicamente ricca di acqua, si rischia di non poter
avere più acqua buona da bere.
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LA QUESTIONE ENERGETICA. ECONOMIA, POLITICA, GOVERNANCE GLOBALE
di L. Paganetto
Donzelli Editore - Roma 2004, pagg.118 € 12
«Sono trascorsi soltanto
tre anni dagli accadimenti che hanno sconvolto il
mondo, ma molto è cambiato nello scenario
complessivo in cui si muove l’economia. Si
è ridotta la fiducia di consumatori e imprese
ed è fortemente diminuito l’ottimismo
nei confronti del futuro. I problemi che dobbiamo
ora affrontare non si possono risolvere all’interno
di una realtà nazionale; occorre adottare
un approccio globale, e quindi considerare la maggiore
responsabilità delle grandi istituzioni internazionali».
In effetti, l’attuale
scenario energetico ci pone molte questioni alle
quali è necessario rispondere in tempi rapidi:
siamo in grado di prevedere le crisi energetiche?
Fino a che punto le fonti di energia sono accessibili
ai paesi in via di sviluppo? Qual è il livello
di accettabilità delle componenti di inquinamento,
ovvero esistono delle soglie di inquinamento sostenibili?
Come gestire la maggior domanda di fonti alternative,
meno inquinanti e rinnovabili, che caratterizza
i paesi ricchi? E la sempre maggior richiesta di
fonti energetiche necessarie per sostenere le economie
in via di sviluppo?
Di fronte a simili quesiti, l’insieme delle
regole di global governance, inteso come sistema
di relazioni tra aree geografiche, economiche e
politiche, diventa di importanza strategica.
In questo volume Paganetto raccoglie i contributi
in materia di numerosi economisti, politici e studiosi:
M. Baldassarri, R. Brunetta, G. De Michelis, J.P.
Favennec, J.P. Fitoussi, S. Garriba, E. Letta, L.
Paganetto, G. Raminella, D. Salvatore; il risultato
è un lavoro fruibile, pur nella sua inevitabile
complessità.
Luigi Paganetto è preside della Facoltà
di Economia dell’Università “Tor
Vergata” di Roma. Tra gli altri suoi lavori
il volume “Finanza etica. Commercio equo e
solidale” pubblicato nel 2003.
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