La Cina ha ribadito la sua posizione ufficiale sulla lotta ai cambiamenti climatici nel corso della 120esima riunione dell’ UIP (Unione Interparlamentare, riunisce i rappresentanti di 155 Paesi), tenutasi dal 5 al 10 aprile ad Addis Abeba (Etiopia) con sessioni specifiche sui temi del cambiamento climatico e delle fonti rinnovabili. Secondo quanto riferito dall’edizione francese dell’agenzia Xinhua, il rappresentante cinese Wang Chaoqun (membro della Commissione per la protezione dell’ambiente del Congresso Nazionale del Popolo) ha dichiarato che il governo di Pechino intende rispettare i seguenti principi: - rispondere alle sfide del cambiamento climatico in un contesto di sviluppo sostenibile - assumersi le responsabilità comuni, ma in modo differenziato - accordare eguale attenzione alle azioni di mitigazione e a quelle di adattamento - affrontare il problema in modo globale, sulla base di una ampia cooperazione Wang ha affermato che la Cina sostiene la ‘road map’ di Bali, del dicembre 2007, e si prefigge di contribuire alla “applicazione globale, efficace e sostenibile” della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e del Protocollo di Kyoto. Ha inoltre aggiunto che da molti anni la Cina sta svolgendo un ruolo attivo a livello internazionale contro i cambiamenti climatici, ratificando una cinquantina di accordi internazionali in materia di protezione ambientale, e assumendosene i conseguenti impegni in materia di risparmio energetico, di riduzione delle emissioni, di tutela dell’ambiente e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. Proprio in quest’ottica – ha aggiunto Wang – l’Assemblea Popolare cinese ha recentemente adottato una legge sulle fonti rinnovabili, ha modificato quella sul risparmio energetico e sta ora elaborando la legge quadro sull’energia, che prevede disposizioni obbligatorie per l’uso efficiente dell’energia. |