Una diga di 76 anni potrebbe fornire la copertura di energia pulita ad un a vasta area dei Paesi Bassi, utilizzando la tecnica dell'
elettrodialisi inversa (RED) che sfrutta l’energia rilasciata quando correnti di acqua dolce incontrano il mare.
Il progetto è opera di un ingegnere civile Jan Post e di Bert Hamelers, Ingegnere ambientale, che spera di applicare concretamente questa tecnica alla diga di Afsluitdijk, al nord dell’Olanda.
Post ha avuto l’idea di RED quando in realtà stava pensando ad un altro problema ambientale, la fornitura di acqua dolce. Ha valutato che se occorre energia per eliminare il sale dall’acqua, simmetricamente aggiungere sale all’acqua può rilasciare energia.
Per produrre energia, il processo deve essere effettuato in determinate condizioni. Secondo i ricercatori della
Twente University, RED opera quando una concentrazione di soluzione salina e acqua fresca sono messe a contatto attraverso una serie alternata di membrane a scambio anionico e membrane a scambio cationico.
In questa condizione, la differenza di potenziale chimico nelle due soluzioni genera un voltaggio su ognuna delle membrane.
L’unica scoria prodotta è acqua melmosa, circa l’80% delle’energia generata dal processo può essere riconvertita, rispetto alla percentuale compresa tra il 38 e il 50% prodotta dalle centrali energetiche a carbone.
In uno studio pubblicato dalla
Royal Society of Chemistry, Dr Jeff Hardy, network manager del UK Energy Research Centre ha ribadito che “rimescolando correnti di acqua con concentrazioni saline diverse si può ottenere un potenziale significato per ottenre energia pulita”
Hardy ha riconosciuto che RED è un sitema potenzialmente molto efficace, da poter utilizzare su larga scala. L’energia globale che potrebbe essere prodotta agli estuari è pari a 2.6 terawatts , assicura Hardy, approssimatamente il 20% dell’attuale domanda di energia mondiale.