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INTERVISTA

26/10/2007
Elettricità “a termine”, in Italia è boom
a Luigi Michi

Il "mercato a termine" dell’energia in Italia sta vivendo una fase nuova, in corso di evoluzione. Cresce il numero di operatori che comprano e vendono energia elettrica all’ingrosso per le settimane, i mesi, gli anni successivi. E crescono i volumi: 15 TWh nel 2007 (il 5% dell’intero fabbisogno nazionale), raddoppio nel 2008.
L'intervista con Luigi Michi (divisione Generazione-Energy Management Enel) è pubblicata su Quotidiano Energia del 26 ottobre 2007

di Stefano Delli Colli


Da circa un anno il Mercato a Termine dell’energia in Italia sta vivendo una fase nuova, in corso di evoluzione.
Cresce il numero di operatori elettrici che svolgono attività di contrattazione a termine in maniera diretta ovvero in maniera anonima attraverso l’interposizione di un broker. Quest’ultima modalità, in particolare, consente a tutti gli operatori di avere continuativamente dei riferimenti di prezzo per i periodi futuri e di operare nel mercato su orizzonti più ampi.
Le campagne di vendita all’ingrosso di alcuni produttori di riferimento lasciano sempre più il passo a questo modo di effettuare compravendita di energia.

«La contrattazione a termine è la sfida che il processo di liberalizzazione lancia a tutti i player del mercato italiano. È solo cogliendo questa sfida che il mercato potrà compiere un significativo e decisivo passo in avanti nel suo percorso di maturazione. Noi siamo pronti», sostiene Luigi Michi, 48 anni, da anni operativo nel settore upstream dell’energia e attualmente responsabile dell’unità Power della divisione Generazione ed Energy Management di Enel.

In cosa consiste esattamente il Mercato a Termine dell’energia elettrica?

«È il mercato dei soggetti grossisti e cioè di coloro che comprano e vendono energia elettrica all’ingrosso per le settimane, i mesi, gli anni successivi al giorno di contrattazione. Molto spesso questi soggetti riforniscono a loro volta i clienti finali, imprese o utenze domestiche che siano».

In Italia questo mercato è presente?Chi può partecipare?

«Si è presente, ma finora solo nella forma non regolamentata (OTC, Over The Counter). Gli scambi avvengono o attraverso contrattazione bilaterale ed esplicita tra due soggetti o attraverso l’interposizione di un intermediario (broker). La contrattazione bilaterale è ovviamente guidata dalla volontà delle parti di concludere un accordo specifico con una specifica controparte che avanza richiesta all’altra. Nell’ambito delle contrattazioni con interposizione di un broker il tutto avviene in forma anonima attraverso la piattaforma del broker stesso. Una controparte conosce l’altra a conclusione avvenuta della contrattazione. Ovviamente in nessuno dei due casi si registrano barriere all’ingresso per gli operatori».

I volumi in gioco?

«Sono consistenti ed in continua ascesa. Se consideriamo solo i volumi scambiati nelle piattaforme dei broker prevediamo che questi per il 2007 ammonteranno a circa 15 TWh (il 5% circa dell’intero fabbisogno italiano) ed è ragionevole ipotizzare almeno il doppio per il 2008».

Enel partecipa a questo mercato?

«Certamente. Nel 2005 è stata costituita l’unità Wholesale che, all’interno dell’area Power, si occupa del mercato all’ingrosso in Italia. Un desk di 10 risorse tra commerciali e trader che ogni giorno offre al mercato la possibilità di comprare e vendere energia per il 2007, 2008 e 2009. A breve saremo in grado di offrire anche energia per il 2010».

Perché prodotti di così lunga scadenza?

«Un mercato maturo ha bisogno di certezze di prezzo nel medio-lungo termine. Gli operatori stanno sempre più abbandonando la tradizione di acquistare l’energia per l’anno successivo a ridosso dell’inizio dello stesso. Quest’anno i primi scambi sul 2008 sono avvenuti in primavera e in questo momento molti operatori sono già pronti ad acquistare anche il 2009 e 2010 per poter a loro volta offrire ai loro clienti condizioni certe per 2 o 3 anni».

Quali sono le strategie di Enel per le campagne grossisti?

«Le campagne di Enel del 2006 e 2007 a favore dei clienti grossisti sono state un valido strumento di vendita dell’energia all’ingrosso e hanno rappresentato una passaggio fondamentale nel processo di sviluppo del mercato wholesale, un riferimento certo nella prima fase di sostegno della liquidità dei grossisti. Tuttavia il contesto normativo e di conseguenza il mercato sono mutati. Dal 1° di luglio il mercato retail in Italia si è completamente liberalizzato; ci sono nuovi segmenti di clienti finali da soddisfare. Le acquisizioni di questi ultimi da parte dei grossisti si sviluppano sempre più secondo azioni commerciali di tipo continuativo e prevedono spesso l’offerta di prodotti pluriennali. Da qui l’esigenza del mercato all’ingrosso di avere dei riferimenti continui di prezzo che consentano di effettuare approvvigionamenti mirati nel corso dell’anno e contestualizzati alle campagne di acquisizione dei clienti finali. Strumenti come le campagne di vendita all’ingrosso per il solo anno successivo rischiano di non rispondere più alle esigenze di mercato. Di qui scaturisce la preferenza per contrattazioni OTC continue nel corso dell’anno che consentano agli operatori di scegliere il momento ritenuto più opportuno per l’approvvigionamento o per la vendita di prodotti che coprano anche esigenze pluriennali».

Intanto, sono in arrivo i mercati a termine regolamentati...

«Ben vengano: sia fisici che finanziari; con adeguato grado di liquidità rappresentano certamente dei validi riferimenti sia per operatori elettrici di piccola e media taglia che per operatori di respiro internazionale elettrici e finanziari. Peraltro questi ultimi, presentando un profilo di flessibilità superiore, permettono di contenere i rischi finanziari e consentono una gestione meno onerosa dei sistemi di garanzia».

Insomma, prospettive che appaiono comunque positive...

«Sicuramente assisteremo ad un incremento dei volumi e delle partecipazioni al mercato OTC. Nelle altre esperienze europee si sono registrati significativi incrementi progressivi, di anno in anno, dei volumi trattati. Riteniamo che questo possa accadere anche in Italia. Attendiamo pertanto con fiducia, a breve, anche la nascita di mercati regolamentati che attraverso l’introduzione di una controparte centralizzata permettano l’eliminazione del rischio credito verso la controparte».



 
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